martedì 22 gennaio 2013

IL LIBRO DEI MORTI


Gli Egizi ritenevano che fosse necessario prepararsi già dalla vita terrena al viaggio nell’aldilà. Il Libro dei Morti conteneva le istruzioni per il viaggio del defunto nella vita ultraterrena.

1.       Una copia del Libro dei Morti poteva valere, per un bracciante, il salario di sei mesi, quindi doveva risparmiare per molto tempo.
2.     A meno che non fosse un ordine speciale, lo scriba lasciava uno spazio bianco da completare con il nome del futuro defunto.
3.     La riduzione del testo era spesso poco curata, con errori di ortografia e omissioni.

La guida per l’aldilà

I testi che componevano il Libro dei Morti venivano sepolti insieme al defunto e lo avrebbero protetto e guidato nel suo viaggio nell’aldilà. Karl Richard Lepsius, un egittologo tedesco, pubblicò la prima collezione moderna di questi inni sacri, formule e istruzioni, nel 1842.
Gli scriba compilavano e copiavano i testi su rotoli di papiro. Essi comprendevano i Testi delle Piramidi dell’Antico Regno, i Testi dei Sarcofagi del Medio Regno e altri scritti. In seguito furono aggiunti inni al dio sole Ra. Nessun papiro giunto fino a noi contiene tutti i 192 capitoli finora conosciuti. Completavano l’opera raffinati disegni e illustrazioni.
Dopo la pesatura del cuore e il confronto del suo peso con quello di una piuma, il defunto proseguiva il suo viaggio e affrontava le confessioni “negative” poste dai 42 giudici del tribunale di Osiride, invocando così: “O tu, spirito dell’ombra che vieni dal profondo, io non ho rubato”. Le istruzioni successive lo guidavano verso la dimensione spirituale, suggerivano amuleti da indossare e fornivano indicazioni per continuare a “vivere”.

Scritto da Andromeda





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