Visualizzazione post con etichetta natura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta natura. Mostra tutti i post

venerdì 1 novembre 2013

Feste Pagane - Shamain

Calenda (Nome celta: Shamain, Halloween, ShadowFest, Martinmas, Old Hallowmas):[Ottobre 31] L'ultimo raccolto. La notte vince sul giorno, e la Dea muore per rinascere sotto forma di Dio. Gli ultimi frutti possono essere raccolti, ma si tratta della spoliazione che prelude l'arrivo della morte purificatrice e buia. Noi capiamo in questo giorno che nulla e' eterno e che la vita e' un ciclo di morte rinascita. E' il momento forse più magico e significativo dell'anno per noi. In effetti, questa festività fu un bel grattacapo per i cristiani, in quanti si ostinò a resistere nonostante le repressioni. Per quanto si sia inventata una festa ad hoc (i cristiani NON hanno MAI avuto culti dei morti o degli spiriti nella loro cultura) quale la festa dei morti essa continua ad essere ricordata come la "Festa delle streghe". Sono favorite le evocazioni e tutti i riti volti alla restituzione dei torti subiti.

 

mercoledì 6 febbraio 2013

DRUIDI - Storia


La storia del Vecchio Mondo risale a molti secoli or-sono, quando la razza umana viveva in tribù isolate,
sempre in lotta tra loro, questo terminò con l’avvento di un uomo all’epoca ragazzino, di nome Sigmar
Heldenhammer.
In quell’epoca vi era però un movimento di soli umani, che praticava la preghiera e l’armonia con tutte le
forme viventi presenti in natura. Il loro credo si basava attraverso il contatto con la natura stessa, il sacrificio
dovuto verso di essa ed il proteggerla da tutti gli eventi non naturali ma distruttivi, come le antiche battaglie.
I Druidi sono originari della terra di Albione, situata a nord della Bretonnia e di Norsca, essi secoli addietro
iniziarono una vera propria migrazione verso queste terre, giungendo anche nel Vecchio Mondo, convinti di
poter estendere il loro sapere, a quante più razze umane, volessero entrare in armonia con la natura.
La tradizione druidica viene tramandata nel corso dei secoli attraverso descrizioni orali, infatti i Druidi
hanno formulato un giuramento, che non permette di descrivere i loro segreti, unica eccezione sono le
novelle raccontate dai Bardi, che esaltano il comportamento della società druidica, nel salvare un Bosco
Sacro o un animale in pericolo. La tradizione dei Druidi molto forte tra di loro è però in declino ormai da
diversi secoli, le cause sono molte, dall’avanzata del caos, alla scarsa continuità degli uomini, che
preferiscono sempre di più l’arricchimento personale, magari a scapito proprio della natura. Altro fattore che
penalizza i Druidi è sicuramente questa ricerca della tradizione orale, che nei secoli a causa di guerre,
malattie o altri fattori ha contribuito alla sua dispersione.
Attualmente i Druidi vivono prevalentemente nella parte settentrionale dell’isola d’Albione, presso la
Cittadella della Guida, ma migrano soprattutto nei mesi primaverili ed estivi, nella parte centrale dell’isola
oltre la catena montuosa dei Picchi della Bestia, nella foresta di Sherweald, la più grande dell’isola. Questa
porta alle rovine di un antico tempio denominato Og-Agog, un tempo faro della cultura druidica. I Druidi
oltre al contatto estremo con la natura hanno iniziato un nuovo tipo di culto, legato alle sacre pietre, se il
tempio di Og-Agog fu distrutto per un incursione dei Fimir, poco più di due secoli fa, il cerchio di pietre
denominato Gran Ogham è attualmente il punto focale dei riti, legati alla Dea Madre, alla luna Mannslieb in
combinazione con la sacralità delle pietre del luogo.


sabato 2 febbraio 2013

LA STREGA MODERNA


Sin qui l'immagine della strega nella storia e nella visione collettiva e favolistica.
Per fortuna però oggi le cose sono cambiate anche se per molti "strega" resta sempre un sinonimo di "donna cattiva dedita ad arti oscure.
Alcuni fattori ci vengono però in soccorso se pensiamo anche al nuovo termine inglese witch, (dal quale deriva il giovane movimento stregonesco) che proviene dall'anglosassone wicca e che ha come significato "donna sapiente".
Finalmente viene riconosciuto (almeno da alcuni) che le streghe possono anche essere donne che posseggono un bagaglio di saperi e di rimedi, imparati dal contatto con la natura, donne che sanno quindi curare con le erbe da cui vengono tratti unguenti e medicamenti oltre che essere profonde conoscitrici di un'arte definibile "magica" mirata a vari scopi.
Non tutte le streghe oggi sono viste come vecchie megere dall'aspetto deforme ed orribile a cavallo della loro scopa, simbolo da sempre collegato ad esse, ma si possono anche trovare figure di stupende ragazze, moderne maghe Circe che con le streghe della tradizione condividono la sapienza nell'Arte.
Ovviamente anche per le streghe gli anni passano e delle streghe non più giovani e fresche vi sono ma, è risaputo, la strega avrà sempre un certo fascino particolare nonostante gli anni che passano.  
Le streghe poi, ci tengo a sottolinearlo, non sono da considerarsi schiave del demonio. Vi sono, infatti, come già detto, donne a conoscenza dei rimedi naturali, conoscitrici dei misteri della natura, che leggono nel futuro e che con il male o con i sabba satanici non anno nulla da spartire.
Oggi le streghe si confondono tra la gente comune e se ne trovano tra manager, commercianti, casalinghe, donne di potere ecc... e magari vi passano accanto a vostra insaputa!

martedì 22 gennaio 2013

Feste Pagane


    Streghe, Wicca e Pagani celebrano da sempre feste che riflettono i cicli naturali della natura, in un ciclo chiamato "la ruota dell'anno".Queste antiche manifestazioni sono state stroncate nel sangue secoli fa, e quelle più resistenti sono state assorbite in maniera distorta dal cristianesimo, in modo da tentare di farne perdere il significato. Hanno fallito, noi ricordiamo TUTTO.

    Queste sono le feste che vengono osservate nei paesi anglosassoni o a tradizione celta/wicca. In Italia, sebbene i giorni coincidano, le feste vengono celebrate con nomi diversi, e il loro numero varia da zona a zona, come il nome nel dialetto del posto.
    La terminologia "ruota dell'anno" sta ad indicare a tutti che il tempo e' circolare, non lineare. Attraverso di esse noi celebriamo il ciclo della vita, della morte e della rinascita, ciclo che scorre eterno nella natura e nella vita umana. Con la celebrazione di queste feste, noi ci leghiamo al mutevole ciclo della vita, della morte, della rinascita: chiunque di noi noti come vanno le cose intorno a noi può rendersi conto che si tratta di un ciclo eterno e immortale.


    Non tutti le tradizioni rispettano queste date alla giornata: molti festeggiano le feste il giorno del più vicino plenilunio.
    
     
    Saturnalia (Nome antico: Festa dei Lumi, Yuletide, Alban Arthan):[Dicembre 22]Detta YULE dai celti, e' la notte più lunga dell'anno. Esso rappresenta la rinascita della Dea sotto forma di un Dio che da inizio ad un periodo di buio, freddo, quale l'inverno. Poiché nelle popolazioni europee non si riusciva a stroncare questa festa, i cristiani vi posero in prossimità il Natale, in modo da sviare la gente dal vero significato: la rinascita della Dea, normalmente fertile e donna, sotto forma di un Dio, mortale , freddo e maschio, che purifica il mondo nella morte e nel gelo preparandolo alla rinascita della primavera. L'usanza di celebrare la festa di notte, per le strade, con bancarelle che brillavano di luci delle candele da' il nome alla ricorrenza.

    Candelora (Detta anche Inbolc):[Febbraio, 2] E' la prima delle 4 grandi feste del'anno. I primi sussurri della primavera, che rappresentano il ritorno della Dea, fertile e viva, che trionfa sul Dio della morte che ha purificato tutto col gelo dell'inverno. Arriva insieme al germogliare dei primi semi, ed e' un momento iniziatorio. Visto il valore agrario della festa, il cristianesimo non riuscì a sradicarla del tutto, ma nemmeno ad assorbirla del tutto : ne nacque come risultato la festa pagana del carnevale, che comunque riuscì a nascondere la vera natura della festa. Celebra il risveglio della terra.
    In questa notte si consacrano le candele che serviranno per i rituali magici durante l'anno, ma anche molto propizia per le benedizioni fatte con l'acqua. E' un'occasione di celebrazione, utile per tutti i rituali di natura costruttiva e volti ad aumentare la sensibilità e la veggenza.

    Primiera (Nome celta: Ostara, Vernal Equinox, Ostara, Alban Eiler, Esther):  [Marzo, 21] Il primo vero giorno di primavera. Il giorno e la notte sono lunghi esattamente lo stesso tempo, e la Dea e' rinata dalle ceneri del Dio distruttore. Inizia il ciclo femminile della fertilità e della produttività della vita e della luce. La Dea inizia la sua crescita. Anche questo culto era troppo radicato presso i contadini del primo periodo cristiano, e non riuscendo a strapparlo dai loro cuori vi posero la pasqua, ignorando che nelle scritture il periodo dell'anno relativo alla morte di Cristo veniva evidentemente dopo il raccolto, dal momento che esso veniva in quel periodo sequestrato come tributo a Roma.E' la morte dell'inverno.
    Molto utile per le evocazioni e le consacrazioni degli strumenti rituali e di talismani.

    Calendimaggio (Nome celta: Beltaine, Beltaine Mayday, Walburga):[Aprile 30-Maggio 1] La Dea e' ora fertile e il Dio invernale , ormai piccolo e debole, esprime il suo amore per Lei, abbandonando i terreni ormai fertili e fioriti. I primi fiori vengono colti in onore della Dea.
    Molto favorevole per operazioni di malefici e evocazioni demoniache e negromantiche.

    Le erbe (Midsummer Feill-Sheathain, Alban Hefin):[Giugno 21-24] I giorni dei primi raccolti, e la Dea, fertile, inizia a condividere i propri frutti. Maggiormente diffusa nel nord Europa, questa festività fu stroncata nel sangue. E' il momento ideale per matrimoni e costruzioni, e viene celebrato come un festival dei fuochi e delle luci, con grandi fiamme accese a rischiarare la notte. Fase attiva per evocazioni, invocazioni e rituali di alta magia.

    Festa d'estate (Nome celta: Lugghnasadh):[Agosto 1] Il vero raccolto. Le piante danno la maggior parte dei loro frutti, che sono anche i propri semi, e si preparano quindi a porre fine al ciclo della vita, propagando se stesse oltre. Ogni cosa e' giunta a compimento, e l'acme della fertilità della Dea prelude all'inizio del suo declino. Il buio prende il sopravvento sulla luce.
    Per le streghe è un momento di riunione interiore con le proprie compagne per godere dei frutti di tutti gli sforzi compiuti durante l'anno.

    Secunda (Nome celta: Mabon): [Settembre 21] Il secondo raccolto. Oggi, come per la Primiera, il giorno e la notte sono ugualmente lunghi , e la natura e' in una fase in cui gli ultimi frutti preludono alla morte purificatrice dell'inverno. Il Dio freddo e mortale dell'inverno si appresta a crescere di potenza. E' detto festa dei fuochi perché si celebrava alla luce dei grandi fuochi con cui si purificava la terra dai resti del raccolto.

  Calenda (Nome celta: Shamain, Halloween, ShadowFest, Martinmas, Old Hallowmas):[Ottobre 31] L'ultimo raccolto. La notte vince sul giorno, e la Dea muore per rinascere sotto forma di Dio. Gli ultimi frutti possono essere raccolti, ma si tratta della spoliazione che prelude l'arrivo della morte purificatrice e buia. Noi capiamo in questo giorno che nulla e' eterno e che la vita e' un ciclo di morte rinascita. E' il momento forse più magico e significativo dell'anno per noi. In effetti, questa festività fu un bel grattacapo per i cristiani, in quanti si ostinò a resistere nonostante le repressioni. Per quanto si sia inventata una festa ad hoc (i cristiani NON hanno MAI avuto culti dei morti o degli spiriti nella loro cultura) quale la festa dei morti essa continua ad essere ricordata come la "Festa delle streghe".
    Sono favorite le evocazioni e tutti i riti volti alla restituzione dei torti subiti.

sabato 15 dicembre 2012

Fate (Glossario)


Fate dei boschi

Aguane. Fata guardiana dei boschi delle Alpi italiane, di aspetto fragile, ma dalla forza sproporzionata. Ha i piedi al contrario e custodisce i prati e le correnti dell’acqua.
Anjana. Buona fata della mitologia cantabrica, di appena mezzo metro di altezza, che si nasconde nei boschi e appare a chi ha bisogno di aiuto. È solita portare un bastone con una stella sulla punta e una bottiglia con una bevanda magica.
Campanellino. Fata piccolina, giocherellona e ribelle, vestita di verde con un paio di minuscole ali e le orecchie appuntite che accompagna Peter Pan.
Dama bianca. Fata benevola che abita nei boschi dell’Europa più fredda: Danimarca, Austria, Germania e Svezia. È una fata buona che aiuta chi si perde nel bosco.
Dama del sambuco. Fata molto anziana che abita nel sambuco proteggendolo dalle aggressioni degli uomini.
Dama verde. Fata molto attraente che vive nei boschi dell’est della Francia e che si diverte seducendo i mortali per poi abbandonarli. Misteriosa e giocosa, travia i viaggiatori nel bosco, o li sorprende dai rami degli alberi con i suoi lunghi capelli.
Donzella del muschio. Fata semplice incaricata di proteggere il muschio dei boschi dei Paesi Bassi e di Germania. Estrae il filo dalle foglie degli alberi e tesse con esso il muschio che ricopre il bosco.
Drìade. Ninfa della quercia, che protegge dalla nascita. La sua vita è molto lunga, ma muore quando si taglia l’albero nel quale abita.
Ellylon. Piccole fate, delle dimensioni di una farfalla, che abitano nei boschi gallesi. Sono famose per l’entusiasmo con cui lavorano e hanno il potere di allontanare la mala sorte.
Fate italiane. Razza di fate molto sensibili che abitano nei pressi dei boschi italiani. Sono caratterizzate dal mettere alla prova il cuore dei mortali. Se gli uomini dimostrano nobiltà d’animo, saranno premiati con un dono o un tesoro; se dimostrano cattive qualità, le fate le puniranno mettendo loro delle orecchie d’asino.
Gente minuta. Fate molto piccole che vestono abiti verdi con fiocchi. Sono allegre e buone, e accudiscono chi si ritrova solo o malato.
Grig. Piccola fata della dimensione di una mela che sorride sempre e abita nelle terre gallesi.
Fata del nocciòlo. Fata piccolina, dolce e giocosa, che abita nel nocciòlo.
Fata del pruno. Fata piccolina guardiana del pruno, dal vestito viola e le ali rosse. In primavera, quando il pruno è fiorito, la si può invocare mettendo dei nastri colorati sui rami dell’albero. Così facendo, la fata che vi abita uscirà per concedere un desiderio.
Fata del melo. Fata piccola e golosa, dai capelli biondi e gli occhi celesti che si nasconde tra le foglie del melo perché nessuno rubi la frutta. Punisce l’avarizia e la pigrizia e premia la costanza.
Mab. Regina delle fate minuscole, di origine celtica. Percorre il bosco su di un carro imperlato, condotto da quattro insetti con le ali di pietre preziose. È la portatrice dei sogni. Possiede un velo azzurro con il quale copre gli uomini che soffrono, facendo dimenticare i mali e regalando allegria, che è chiamato velo dei sogni.
Madremonte. In Colombia, signora corpulenta che si presenta coperta di foglie e muschio verde, e porta un gran cappello. Evita i luoghi di passaggio nascondendosi nei boschi.
Melìade. Ninfa greca protettrice dei frassini che hanno dei poteri curativi. In Grecia si credeva che le Melìadi accudissero i bimbi abbandonati nei boschi, formando con i rami dei frassini una specie di riparo così da proteggere i bambini dal freddo.
Muryan. Fate minuscole, delle dimensioni di una formica, che si spostano in gruppi molto numerosi. Sono piccole fate che abitano nei terreni della Cornovaglia, a sud-est dell’Inghilterra.
Portune. Minuscola razza di fate, grandi come un dito. Appaiono con frequenza nei racconti medievali. Sono molto socievoli e divertenti, conosciute come <<fate agricole>> perché aiutano gli uomini nei lavori dei campi.
Seligen. Fata guardiana dei boschi austriaci, svizzeri e tedeschi, buona e molto laboriosa, che cura gli animali che abitano il bosco. Sono molto socievoli e si relazionano con gli uomini, imponendo tre condizioni che tutti gli uomini devono rispettare: non si devono toccare loro i capelli, né maledire o pronunciare il loro nome, altrimenti spariscono.
Silky. Fate che abitano nei boschi del nord dell’Inghilterra e che nascondono tesori nei loro castelli. In casa aiutano nei lavori domestici, ma se scoprono che si vuole imbrogliare o rubare il loro tesoro, possono rendere la vita impossibile: verseranno il latte, faranno dispetti, getteranno a terra gli oggetti, etc.
Vila. Fata guardiana dei boschi dell’Europa Centrale, con i piedi di capra, famosa per la rettitudine e la severità con le quali amministra la giustizia.
È anche nota col nome di “guaritrice dei boschi”, perché conosce i segreti delle piante medicinali e li condivide con gli uomini che incontra feriti nel bosco.


Se una notte, passando per il bosco, scorgerai in lontananza una lucina che tintinna come se stesse ballando, starai assistendo a una danza di fate.

Non dimenticare mai che la natura, le fate e noi umani condividiamo lo stesso mondo; perciò, non maltrattare gli animali, non danneggiare gli alberi e non inquinare i fiumi e i mari.
Se lo farai, una fata dei boschi ti lancerà un incantesimo!

giovedì 6 dicembre 2012

La Dea


Fonte di fertilità, saggezza. Raffigurata come Fanciulla (luna crescente), Madre (luna piena), Anziana (luna calante).
Dato che è natura, la natura intera, in lei vi è sia la Tentatrice sia l’Anziana, la culla e la tomba. Dona fertilità, amore ed abbondanza anche se ha contemporaneamente il suo lato oscuro. È la luna e il mare silenzioso, è l’incarnazione della fertilità e dell’amore. I simboli per onorarla sono; il calderone, la coppa, il labrys, i fiori a cinque petali, lo specchio, collane, conchiglie, perle, argento, smeraldi ecc… È detta anche Dea Trina (legata alle fasi della Luna), è legata molto strettamente alla Luna nuova e alla freschezza (nell’aspetto di fanciulla); alla luna piena, maternità e parto (come la madre); alla luna calante con la saggezza, lo spirito profetico, la magia, la distruzione e il castigo. La Dea possiede un ruolo oscuro che risulta evidente dalla natura stessa. Durante le pratiche dobbiamo vedere la Dea come qualcosa che ci reca sollievo spirituale, speranza e amore.
Simbolismi relativi agli aspetti della Dea che si possono usare nei rituali:
  • Signora dello spazio infinito (oscurità, teli neri, stelle, notte, vuoto, calderone, fiori, animali notturni).
  • Signora della Luna (mezzelune, perle, pietre di luna, specchio, argento, labrys).
  • Signora della Terra (frutta, cereali, natura fecondatrice, conchiglie, tazze, calici, calderoni, smeraldi).
  • Signora della freschezza, del rinnovamento, inizi, promesse e potenziali (campi incolti, uova, sorgenti, Luna Nuova).
  • Signora del parto, madri e maternità (Luna Piena, pietre forate, oggetti rotondi e ovali, un bimbo).
  • Signora di amore, pietà, bellezza (specchi, cuori, fiori, miele).
  • Signora della guarigione (acque purificanti, mani che dirigono il potere).
  • Signora dello spirito profetico (cristalli di quarzo, consapevolezza psichica, grotte, nudità, pozze).
  • Signora della magia (ogni strumento magico, spade, athame, fuso, fuoco, calderone).
  • Signora di saggezza (fuochi, libri, civette, Luna Calante).
  • Signora di distruzione, castigo, guerra (non consigliato nei rituali).
E’ associata alla luna, le cui diverse fasi ne caratterizzano i vari tratti distintivi. Non esiste un concetto di dea con una personalità definita. La luna è molto importante nelle pratiche magiche, rappresenta la forza femminile e ci aiuta a raggiungere i nostri obiettivi.
Le parti più importanti sono le fasi lunari, e sono:
  • Luna crescente: (attira). È la fase di evoluzione tra novilunio e plenilunio. È il momento indicato per tutte le pratiche, magiche e non, che prevedono un accrescimento e raggiungimento di un obiettivo; anche per qualsiasi inizio e cambiamento.
  • Luna piena: (tutti i tipi di magia). Momento di massimo splendore. È il momento ideale per qualsiasi pratica che risulterà fluida. Periodo migliore per trattare situazioni difficili di maggior impegno.
  • Luna calante: (allontana). Fase migliore per allontanare o eliminare aspetti della nostra vita e della nostra persona che non ci piacciono. L’energia tende a riequilibrare qualsiasi anomalia.
  • Luna nuova: (tutti i tipi di magia). Simboleggia la dea nella veste di saggia e di anziana. Momento propizio per ogni pratica ed attività di scoperta e divinazione. La luna dona saggezza, consapevolezza e intuizione.