Visualizzazione post con etichetta animali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta animali. Mostra tutti i post
lunedì 31 agosto 2015
venerdì 1 febbraio 2013
FURETTO
Carta d’identità
Nome
scientifico:
Mustela putorius furo.
Famiglia: Mustelidi.
Origine: deriva dalla puzzola europea
ma in pratica è un animale del tutto domestico.
Longevità: in media vive dagli 8 ai 10
anni.
Alimentazione: principalmente carnivoro.
Utilizzato in epoche passate per stanare la piccola
selvaggina o tenere alla larga i topi, oggi questo piccolo e dolce animale
preferisce i comodi e morbidi divani di casa! Accetta volentieri la compagnia
di un altro furetto, meglio se femmina, ma ama di meno la presenza di roditori
e gatti. Con gli uomini, se addomesticato e trattato come uno di casa, si
dimostra un compagno fedele e simpatico.
Come la maggior parte dei suoi simili, il furetto ha
corpo allungato e flessuoso con zampe corte, vista poco sviluppata ma olfatto
assai fine. Data l’indole curiosa, l’ideale sarebbe lasciarlo libero di
esplorare ogni angolo della casa ma si deve fare molta attenzione a cavi, fili
elettrici o a qualsiasi possibilità di fuga. In caso contrario potremo
attrezzare una gabbia piuttosto grande, con una base di almeno ottanta cm e un
discreto sviluppo in altezza, così che possa arrampicarsi o sonnecchiare su un
comodo dondolo. Non dimentichiamo, però, di fargli sgranchire le gambe spesso!
Le sue caratteristiche
Lunghezza: fino a 60 cm .
Peso: fino a 2 kg .
Pelo: più lungo e soffice quello
invernale, con scarso sottopelo quello estivo.
Dorso: lungo e flessuoso, muscoli
forti e tonici.
Orecchie: diritte, ben arrotondate e
con attaccatura larga.
Occhi: vispi e piuttosto piccoli
rispetto al corpo.
Zampe: corte con articolazioni
morbidi.
Coda: più sottile in punta, con
pelo folto.
lunedì 28 gennaio 2013
INSEPARABILI
I pappagallini
inseparabili sono originari dell’Africa, in particolare di Kenia, Etiopia,
Madagascar, Tanzania, ma anche di Malawi, Zambia e Africa sud-occidentale.
Devono vivere in coppia in una gabbia ampia, meglio se di forma rettangolare.
Le specie più note sono nove, ma due sono le più allevate: sono gli
inseparabili mascherati e gli inseparabile di Fisher.
Com’è fatto
È un pappagallo con coda
corta, tozza lungo al massimo 15 cm . La testa è sviluppata e il becco è
robusto. Le specie più allevate in Italia sono…
Inseparabile di Fisher (verde con la testa giallo-verde
e la faccia giallo pallido).
Inseparabile mascherato (molto simile come forma e
dimensioni al precedente si distingue per il colore della testa che è nera).
Il carattere
Soffrono di solitudine: per questo devono stare in
coppia. Se uno dei due dovesse mancare è bene sostituirlo al più presto.
Sono territoriali e le coppie diventano
aggressive nei confronti di potenziali intrusi.
Le sue necessità
Nella gabbia ci vanno posatoi
naturali (rametti non tossici, come il salice) e rami di legno tenero
per permettere al pappagallo di beccare.
Sul fondo va messa della carta
assorbente separata dal resto della struttura da una griglia.
Di cosa può soffrire
Dermatite ulcerativa: causa prurito, deplumazione.
Polyomavirosi: può dare ipofertilità,
alterazione delle penne. Può essere letale per gli esemplari giovani.
Ritenzione delle uova: causa arruffamento delle
piume, apatia, assenza di feci.
Riproduzione
Va sistemato nella gabbia (si consiglia una gabbia
rettangolare 80x80x50h cm.) un nido specifico, chiuso con un foro d’entrata
rotondo.
Il numero di uova deposte varia da 4 a 6, le uova iniziano a schiudersi dopo 28 giorni.
I piccoli escono dal nido dopo 35 giorni.
L’alimentazione
È ideale un misto semi
per piccoli pappagalli senza eccedere con il girasole che è grasso e povero di
vitamine. Deve anche mangiare insalata, frutti di
bosco e frutta fresca (mela e arancia); vanno anche dati integratori vitaminici nei periodi difficili.
Serve una vaschetta con sabbia per volatili: utile per la digestione dei semi.
venerdì 26 ottobre 2012
Streghe
Orrende
megere, davanti al calderone, intente a preparare filtri ed orrendi malefizi…
ma sarà poi vero?
La visione storica
La strega è una figura più vecchia del
Cristianesimo. Chi non ricorda la maga Circe raccontata dai greci, la splendida
donna che trasformava in porci i compagni di Ulisse, o la Medea di Euripide? Ma
andiamo ancora più indietro nel tempo. Il poeta romano Ovidio chiamava strix
un grosso uccello con la testa grande, due occhi fissi, il becco e gli
artigli da rapace e le penne chiare. È un uccello notturno che assomiglia a un
gufo, capace, secondo certe credenze, di penetrare nelle case, protendere gli
artigli verso le culle per afferrare i bambini e succhiarne il sangue. Vi era
un modo, però, per tenerli lontani: veniva usata una pianta magica, l'aglio che
era diffusissimo nella medicina popolare, per combattere veleni e malefici. Dal
nome latino di questa creatura orrenda deriva il vocabolo medievale di stria
che indica ancora oggi animali come la civetta o il barbagianni, simboli
inquietanti di un mondo oscuro e impenetrabile. Dal plurale di strix nasce
il nome di strega, donna malefica che si trasforma nell'uccello mostruoso che
succhia il sangue degli umani sorpresi nel sonno. Si racconta che le streghe
fossero capaci di trasformarsi in animali, grazie alle loro doti magiche.
Questa convinzione popolare che le streghe riuscissero ad assumere sembianze di
vari animali deriva probabilmente dall'uso delle Baccanti, adepte del
dio orgiastico Bacco, di travestirsi con pelli di animali come gatti, lupi e
uccelli notturni, ecc... durante i loro sabba. Un'altra caratteristica di
queste streghe dell'antichità è la pratica del cannibalismo: già da Orazio si
pensava che le streghe fossero cannibali e conseguentemente tra le popolazioni
germaniche si ritrova la credenza delle streghe divoratrici di carne umana.
Tutto ciò serve a dimostrare che la stregoneria non è nata nel Medioevo e che
le sue origini non possano essere del tutto attribuite all'influenza della
Chiesa. Fin dall'antichità comunque le streghe venivano da tutti considerate
donne di natura perfida, su questo tutti erano concordi. Esse erano delle donne
dall'aspetto orribile, coltivavano arti magiche, erano capaci di gettare
malocchio o di fare fatture oltre che possedere la capacità di predire la sorte
e preparare filtri d'amore.
Iscriviti a:
Post (Atom)










