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venerdì 1 febbraio 2013

FURETTO


Carta d’identità

Nome scientifico: Mustela putorius furo.
Famiglia: Mustelidi.
Origine: deriva dalla puzzola europea ma in pratica è un animale del tutto domestico.
Longevità: in media vive dagli 8 ai 10 anni.
Alimentazione: principalmente carnivoro.

Utilizzato in epoche passate per stanare la piccola selvaggina o tenere alla larga i topi, oggi questo piccolo e dolce animale preferisce i comodi e morbidi divani di casa! Accetta volentieri la compagnia di un altro furetto, meglio se femmina, ma ama di meno la presenza di roditori e gatti. Con gli uomini, se addomesticato e trattato come uno di casa, si dimostra un compagno fedele e simpatico.
Come la maggior parte dei suoi simili, il furetto ha corpo allungato e flessuoso con zampe corte, vista poco sviluppata ma olfatto assai fine. Data l’indole curiosa, l’ideale sarebbe lasciarlo libero di esplorare ogni angolo della casa ma si deve fare molta attenzione a cavi, fili elettrici o a qualsiasi possibilità di fuga. In caso contrario potremo attrezzare una gabbia piuttosto grande, con una base di almeno ottanta cm e un discreto sviluppo in altezza, così che possa arrampicarsi o sonnecchiare su un comodo dondolo. Non dimentichiamo, però, di fargli sgranchire le gambe spesso!

Le sue caratteristiche

Lunghezza: fino a 60 cm.
Peso: fino a 2 kg.
Pelo: più lungo e soffice quello invernale, con scarso sottopelo quello estivo.
Dorso: lungo e flessuoso, muscoli forti e tonici.
Orecchie: diritte, ben arrotondate e con attaccatura larga.
Occhi: vispi e piuttosto piccoli rispetto al corpo.
Zampe: corte con articolazioni morbidi.
Coda: più sottile in punta, con pelo folto.

lunedì 28 gennaio 2013

INSEPARABILI


I pappagallini inseparabili sono originari dell’Africa, in particolare di Kenia, Etiopia, Madagascar, Tanzania, ma anche di Malawi, Zambia e Africa sud-occidentale. Devono vivere in coppia in una gabbia ampia, meglio se di forma rettangolare. Le specie più note sono nove, ma due sono le più allevate: sono gli inseparabili mascherati e gli inseparabile di Fisher.

Com’è fatto
È un pappagallo con coda corta, tozza lungo al massimo 15 cm. La testa è sviluppata e il becco è robusto. Le specie più allevate in Italia sono…
Inseparabile di Fisher (verde con la testa giallo-verde e la faccia giallo pallido).
Inseparabile mascherato (molto simile come forma e dimensioni al precedente si distingue per il colore della testa che è nera).
Il carattere
Soffrono di solitudine: per questo devono stare in coppia. Se uno dei due dovesse mancare è bene sostituirlo al più presto.
Sono territoriali e le coppie diventano aggressive nei confronti di potenziali intrusi.
Le sue necessità
Nella gabbia ci vanno posatoi naturali (rametti non tossici, come il salice) e rami di legno tenero per permettere al pappagallo di beccare.
Sul fondo va messa della carta assorbente separata dal resto della struttura da una griglia.
Di cosa può soffrire
Dermatite ulcerativa: causa prurito, deplumazione.
Polyomavirosi: può dare ipofertilità, alterazione delle penne. Può essere letale per gli esemplari giovani.
Ritenzione delle uova: causa arruffamento delle piume, apatia, assenza di feci.
Riproduzione
Va sistemato nella gabbia (si consiglia una gabbia rettangolare 80x80x50h cm.) un nido specifico, chiuso con un foro d’entrata rotondo.
Il numero di uova deposte varia da 4 a 6, le uova iniziano a schiudersi dopo 28 giorni. I piccoli escono dal nido dopo 35 giorni.
L’alimentazione
È ideale un misto semi per piccoli pappagalli senza eccedere con il girasole che è grasso e povero di vitamine. Deve anche mangiare insalata, frutti di bosco e frutta fresca (mela e arancia); vanno anche dati integratori vitaminici nei periodi difficili. Serve una vaschetta con sabbia per volatili: utile per la digestione dei semi.

venerdì 26 ottobre 2012

Streghe


Orrende megere, davanti al calderone, intente a preparare filtri ed orrendi malefizi… ma sarà poi vero?
La visione storica
La strega è una figura più vecchia del Cristianesimo. Chi non ricorda la maga Circe raccontata dai greci, la splendida donna che trasformava in porci i compagni di Ulisse, o la Medea di Euripide? Ma andiamo ancora più indietro nel tempo. Il poeta romano Ovidio chiamava strix un grosso uccello con la testa grande, due occhi fissi, il becco e gli artigli da rapace e le penne chiare. È un uccello notturno che assomiglia a un gufo, capace, secondo certe credenze, di penetrare nelle case, protendere gli artigli verso le culle per afferrare i bambini e succhiarne il sangue. Vi era un modo, però, per tenerli lontani: veniva usata una pianta magica, l'aglio che era diffusissimo nella medicina popolare, per combattere veleni e malefici. Dal nome latino di questa creatura orrenda deriva il vocabolo medievale di stria che indica ancora oggi animali come la civetta o il barbagianni, simboli inquietanti di un mondo oscuro e impenetrabile. Dal plurale di strix nasce il nome di strega, donna malefica che si trasforma nell'uccello mostruoso che succhia il sangue degli umani sorpresi nel sonno. Si racconta che le streghe fossero capaci di trasformarsi in animali, grazie alle loro doti magiche. Questa convinzione popolare che le streghe riuscissero ad assumere sembianze di vari animali deriva probabilmente dall'uso delle Baccanti, adepte del dio orgiastico Bacco, di travestirsi con pelli di animali come gatti, lupi e uccelli notturni, ecc... durante i loro sabba. Un'altra caratteristica di queste streghe dell'antichità è la pratica del cannibalismo: già da Orazio si pensava che le streghe fossero cannibali e conseguentemente tra le popolazioni germaniche si ritrova la credenza delle streghe divoratrici di carne umana. Tutto ciò serve a dimostrare che la stregoneria non è nata nel Medioevo e che le sue origini non possano essere del tutto attribuite all'influenza della Chiesa. Fin dall'antichità comunque le streghe venivano da tutti considerate donne di natura perfida, su questo tutti erano concordi. Esse erano delle donne dall'aspetto orribile, coltivavano arti magiche, erano capaci di gettare malocchio o di fare fatture oltre che possedere la capacità di predire la sorte e preparare filtri d'amore.