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martedì 5 febbraio 2013

Iside



Secondo il mito, la dea della maternità e della fertilità era così potente che poté riportare in vita Osiride, il marito morto assassinato. Iside rappresenta le ricche pianure dell’Egitto, rese feconde da Osiride, il Nilo.

1.       Iside sposò il fratello maggiore Osiride, dio dell’oltretomba e re dell’Egitto.
2.     Horo, il dio dalla testa di falco, nacque dalla sua unione con il risorto Osiride.
3.     Iside era una maga astuta, che ingannò Amon, il dio Sole, e ne conquistò il potere.
4.     Dea madre, fu venerata in tutto il Mediterraneo e il suo culto giunse fino a Roma.

Dea madre

Dotata di molti talenti, Iside era la figlia del dio della terra Geb e della dea del cielo Nut. Iside insegnò ai suoi sudditi a macinare la farina, a filare la lana e a indossare abiti. Inventò anche lo statuto del matrimonio e sposò il fratello Osiride.
Dopo che suo marito fu ucciso per gelosia dal fratello Seth, Iside lo cercò e ne trovò il corpo smembrato. Dopo averlo riportato rapidamente in vita, essa ne rimase gravida. La dea portò in gran segreto il figlio Horo (che divenne il dio del sole e del cielo) nelle paludi del delta del Nilo, dove Seth non avrebbe potuto trovarlo.
La figura di Iside si fece sempre più importante, e assorbì gradualmente le qualità di tutte le altre dee. Sebbene vi siano migliaia di immagini di Iside, spesso con un trono sulla testa, si sa poco di lei. Gran parte delle informazioni che abbiamo è dovuta agli scritti dello storico greco Plutarco.

Il culto di Iside

Identificata con Demetra, divinità greca della natura, Era, dea madre, ed Afrodite, dea dell’amore, Iside divenne il fulcro di un culto misterico popolare nel cristianesimo delle origini. Il culto si diffuse in tutto il Mediterraneo sotto diverse forme.


Scritto da Andromeda

venerdì 1 febbraio 2013

Dei e Miti


Ogni grande civiltà del passato ha avuto la sua schiera di divinità. Gli uomini credevano che la loro esistenza dipendesse dai favori degli dei. Ogni divinità aveva poteri particolari. In onore degli dei sono stati costruiti templi meravigliosi e per raccontare le loro gesta, con cui venivano spiegati i misteri del mondo, sono state scritte grandi opere letterarie.


Medio Oriente e Oriente
Secondo le credenze degli Egizi Amon (o Ra), il dio sole, doveva lottare ogni giorno con Apophis, il serpente dio dell’oscurità: decapitandolo colorava di rosso il cielo, all’alba e al tramonto.


Il culto di alcune divinità Indù risale a 4000 anni fa, come ad esempio il potente Shiva, spesso raffigurato come mezzo uomo e mezza donna. Il culto di Buddha si è diffuso dall’India alla Cina e al Giappone.



Grecia e Roma
Zeus era il padre di tutti gli dei greci, che vivevano sul Monte Olimpo. I Romani adottarono gli dei Greci cambiandogli semplicemente il nome: Zeus divenne Giove, Afrodite, dea dell’amore, divenne Venere, e Artemis, dea della caccia, venne ribattezzata Diana.



Nord Europa
Le divinità dei popoli nordici vivevano ad Asgaror, collegata alla Terra da un arcobaleno. Il loro capo era Odino, che sacrificò un occhio per bere alla fonte della conoscenza.




Americhe
I popoli precolombiani compivano sacrifici umani per compiacere gli dei e gli spiriti degli antenati, e per avere in cambio fertilità e prosperità. Quetzalcoatl, il serpente piumato, era il dio più importante per gli Aztechi, e, con nomi diversi, per le maggiori civiltà antiche del Centroamerica, come i Maya o i Quiché.






Scritto da Andromeda

sabato 26 gennaio 2013

NABUCODONOSOR


Il mitico re della Mesopotamia creò un impero che si estendeva fino all’Egitto, ma è famoso soprattutto per aver distrutto Gerusalemme nel 587 aC e aver deportato gli Ebrei nella favolosa città di Babilonia.


1.       Nabucodonosor nacque intorno al 630 aC.
2.     L’assedio di Gerusalemme durò 18 mesi.
3.     Il profeta Daniele rivelò la megalomania del sovrano: “Ammira la grandezza di Babilonia. L’ho eletta a capitale per mostrare il mio potere, la mia forza e la mia gloria.”
4.     Costruì i favolosi “giardini pensili”.

Senza pietà

La decisiva disfatta delle forze coalizzate di Egitto e Assiria nella battaglia di Carchemis (Mesopotamia settentrionale), nel 605 aC, diede a Nabucodonosor il controllo su un vasto impero. Il territorio, detto “la mezzaluna fertile”, comprendeva tutta l’area che si estende dal Golfo di Persia al Mar Rosso.
Quando gli Ebrei si ribellarono al pagamento dei tributi ai signori babilonesi, nel 598 aC, Nabucodonosor invase il loro regno. Catturò re Ioiachim e fece circa 10.000 prigionieri, incluso il profeta Ezechiele, poi esiliati a Babilonia.
Al trono venne insediato Sedecia, un re fantoccio, ma quando anch’egli si ribellò, nel 587 aC, il re babilonese fu senza pietà. Gerusalemme venne completamente rasa al suolo, il bel tempio costruito da Salomone fu distrutto e il suo tesoro depredato.
La maggior parte dei sopravvissuti venne deportata a Babilonia e nella città rimasero soltanto i più poveri.
Nabucodonosor non era solo un grande condottiero: era anche un grande costruttore. Egli pianificò la ricostruzione di Babilonia, situata sul fiume Eufrate, a sud dell’odierno Iraq.
Nabucodonosor morì nel 652 aC.

Gloriosa capitale

Nabucodonosor avviò un vasto programma di interventi perché Babilonia diventasse una delle più belle città dell’antichità.
I monumenti più importanti sono la Porta di Ishtar, il Tempio di Marduk e i giardini pensili, dei quali però non resta traccia.
Nella tomba di una delle vittime del re è stata trovata una divinità ittita.

Scritto da Andromeda

martedì 22 gennaio 2013

ANNIBALE


Grande condottiero cartaginese, Annibale combatté contro il potente Impero Romano. Per arrivare in Italia varcò le Alpi con un esercito e 37 elefanti.

1.       Nato a Cartagine nel 248 aC, Annibale divenne ufficiale dell’esercito a vent’anni.
2.     Annibale invase l’Italia nel 218 aC con un esercito di 38.000 fanti e 8000 cavalieri.
3.     In suo onore, Cartagine coniò monete con l’effige di Annibale e di un elefante.
4.     Definitivamente sconfitto dai Romani nel 183 aC, Annibale si suicidò per evitare la cattura.

Un guerriero risoluto

Votato fin dalla nascita a lottare contro Roma, Annibale, figlio del generale e statista Amilcare, si arruolò ben presto tra le fila dell’esercito cartaginese e all’età di 26 anni venne proclamato comandante.
La guerra tra Cartagine e l’Impero Romano scoppiò nel 218 aC. Annibale intraprese una marcia imponente contro Roma: le sue truppe attraversarono la Spagna, valicarono i Pirenei e le Alpi, affrontando terre e tribù ostili. Gran parte degli elefanti non sopravvisse  a 15 giorni di marcia attraverso le Alpi ma Annibale proseguì nel suo intento e inflisse pesanti sconfitte ai Romani. Vinse i nemici al Lago Trasimeno, e nella famosa battaglia di Canne distrusse un’intera armata di 80.000 uomini. Le sue truppe si stanziarono in Italia per oltre dieci anni senza mai perdere una battaglia decisiva.
Quando Roma attaccò Cartagine nel 203 aC, Annibale fu richiamato in Africa per difendere la sua città natale. Fu sconfitto nella battaglia di Zama e Roma vinse così la guerra. Annibale fu costretto all’esilio e si mise al servizio di re dell’Asia Minore e del Vicino Oriente. Nel 183 aC si avvelenò per non cadere prigioniero dei Romani.

Un Antico Impero

L’Impero Cartaginese fu uno dei più potenti dell’antichità e il principale nemico di Roma. La capitale era Cartagine (l’attuale Tunisi) e i confini dell’Impero si estendevano lungo le coste del Nord Africa e in Spagna. Nel III e II secolo aC, Cartagine si scontrò con Roma nelle tre celebri Guerre Puniche. I Cartaginesi furono definitivamente sconfitti nel 146 aC, quando un’armata romana distrusse completamente Cartagine e ridusse la popolazione in schiavitù.
Al suo posto fu costruita una città romana.

Scritto da Andromeda

GIULIO CESARE


Grande condottiero e uomo politico romano, ebbe un ruolo cruciale nel passaggio dalla Roma repubblicana a quella imperiale.
Cesare era considerato uno dei più grandi oratori del suo tempo.
Nel 46 aC riformò il calendario romano e il mese di luglio prese il nome da lui.
Il nome “Cesare” divenne sinonimo di “Imperatore” ed è all’origine di “Kaiser” e “Zar”.
Ottaviano, il figlio adottivo di Cesare, divenne il primo imperatore di Roma nel 27 aC.

Grande leader

Nato nel 100 aC da un’antica e nota famiglia patrizia, il giovane Giulio si arruolò nell’esercito e divenne un abile questore. Uomo di grande astuzia politica, ottenne la carica di console nel 59 aC.
Cesare condusse una campagna militare in Gallia che durò sette anni (58-51 aC), sottomise le tribù ostili ed estese i territori dell’Impero Romano. Invase anche parte della Britannia. Nel 50 aC il Senato romano, preoccupato del potere crescente di Cesare, gli ordinò di sciogliere l’esercito e di rientrare in patria. Il rifiuto di Cesare fu all’origine della guerra civile: Cesare varcò in armi il Rubicone, che segnava il confine politico dell’Italia, e vinse contro il rivale Pompeo.
Divenne governatore di Roma e di tutti i suoi territori e nel 47 aC inseguì Pompeo in Egitto, dove si era rifugiato, e qui conobbe Cleopatra, con la quale ebbe una relazione sentimentale e un figlio, Cesarione. Riconobbe Cleopatra come regina d’Egitto e due anni dopo fece ritorno in patria.
Eletto console a vita, Cesare ebbe un grande potere, ma le tensioni con il Senato non si placarono: Cesare fu assassinato alle Idi di marzo (15 Marzo) del 44 aC ai piedi della statua di Pompeo, in Senato.

Morte di Cesare

La mattina del 15 marzo, Calpurnia, moglie di Cesare, tentò di mettere in guardia il marito da probabili pericoli, ma non fu ascoltata. Cesare si recò in Senato dove lo stavano attendendo sessanta cospiratori. Lo circondarono e, con i pugnali nascosti sotto le toghe, attesero il segnale di attacco. Erano tutti senatori, guidati da Casca, Cassio e il grande amico sostenitore di Cesare, Bruto. Quando capì di essere circondato e vide anche Bruto farglisi contro, Cesare si coprì il capo con la toga affinché nessuno potesse vedergli la morte in faccia, e spirò, trafitto da ventitré coltellate.

Nel 49 aC fu eretto l’Arco di trionfo per commemorare le vittorie di Cesare e l’espansione dei territori di Roma.

Scritto da Andromeda

giovedì 17 gennaio 2013

RAMESSE II


Potente faraone, Ramesse II regnò sull’Egitto per 67 anni ed estese in modo significativo i confini dell’antico regno. Infaticabile costruttore, egli edificò più templi, monumenti e statue di qualsiasi altro re egizio.

1.       Ramesse II salì al potere intorno al 1292 aC, e fu il terzo faraone della XIX dinastia.
2.     Figlio del faraone Seti I e della regina Tuya, affermò che il suo vero padre era il dio Amon.
3.     Il suo nome significava “nato da Ra, amato da Amon”.
4.     Volle immortalare la sua vittoria sugli Ittiti rappresentandola sui templi più importanti.

In grande

Infaticabile costruttore, Ramesse faceva le cose in grande, come si vede nel più famoso dei suoi templi, Abu Simbel, che edificò dopo aver sconfitto l’esercito nubiano.
Contrariamente alle abitudini del tempo, Ramesse dedicò Abu Simbel più a se stesso che agli dei. Scavato nella parete di roccia, la facciata del tempio è adornata da quattro monumentali statue del faraone.
La regina Nefertari fu una delle quattro “grandi mogli reali” di Ramesse e la sua favorita; ebbe anche una quantità di mogli minori e almeno un centinaio di figli. Il suo cuore, però, doveva appartenere a Nefertari, poiché le fece costruire uno dei templi sepolcrali più belli della storia, nella Valle delle Regine a Luxor.
La vittoria di Ramesse sugli Ittiti fu incerta e il re egizio non riuscì mai a sottometterne definitivamente il regno, situato in Anatolia (odierna Turchia). Per porre fine al conflitto, Ramesse e il re ittita firmarono un accordo, considerato tra i più antichi trattati di pace. Per maggiore tranquillità, Ramesse sposò anche due principesse ittite.

La scoperta della mummia
L’ultimo luogo di sepoltura di Ramesse fu una grotta a Dier EL Bahri. Nel 1881, un pastore alla ricerca di un capo smarrito incappò nei corpi mummificati di 50 faraoni, tra cui quello di Ramesse. Probabilmente i sacerdoti avevano nascosto le mummie 2000 anni prima per sottrarle ai tombaroli.
La mummia di Ramesse è custodita al Museo del Cairo.

Scritto da Andromeda

CONFUCIO


La concezione etica dell’uomo elaborata da questo grande saggio cinese divenne il fondamento della società in Cina, Giappone e Corea per oltre 2000 anni.
Confucio era di famiglia aristocratica e visse dal 551 a 479 aC.
Egli sosteneva che alla base dei rapporti umani vi dovessero essere valori profondi.
Le opere di Confucio vennero conosciute in Europa a partire dal XVII sec.
Il suo famoso I Ching era un manuale per predire il futuro.

Un grande pensatore

Secondo Confucio la società stava cambiando in peggio e le vecchie tradizioni, basati su sani principi, stavano scomparendo. Egli ricopriva cariche pubbliche, ma a 50 anni le abbandonò per l’indifferenza dei superiori verso i suoi precetti. Da allora si dedicò all’insegnamento itinerante, cercando di spingere i vari governanti locali a mettere in pratica i suoi principi, generalmente senza molto successo.

Gentiluomo istruito, Confucio non era propriamente religioso. Egli credeva nel culto degli antenati e in un principio guida del Cielo. Secondo Confucio, l’armonia della società dipende dall’esistenza di forti relazioni familiari e dalla fiducia negli altri. Senza questo il mondo sarebbe destinato alla barbarie.
L’istruzione è fondamentale per il confucianesimo…

“Colui che studia, ma non pensa, è perduto!
Colui che pensa, ma non studia, è in grande pericolo.”

Eredità duratura

Confucio lasciò cinque testi classici basati sulle tradizioni culturali di una presunta età dell’oro. Diversi discepoli scrissero le sue parole sagge. All’epoca della dinastia Han (206 aC – 220 dC), le sue idee furono alla base dell’educazione e del comportamento cinese.
Il Confucianesimo, così come lo conosciamo, durò oltre 2000 anni, fino all’avvento del comunismo nel XX sec.

Scritto da Andromeda

SOCRATE


Nei suoi Dialoghi, Platone fu il primo a descrivere il metodo d’indagine filosofica attribuito a Socrate. Con i suoi dialoghi sui concetti morali fondamentali, Socrate fu il padre della filosofia morale occidentale.
Nell’ Apologia, scritta da Platone, Socrate afferma di non sapere, e che l’unica verità è quella di non conoscere nessuna verità.
Al processo di Socrate, i 500 giudici si espressero con 280 voti di condanna e 220 voti per l’innocenza.
Secondo la legge ateniese, Socrate fu condannato a bere un bicchiere di cicuta.

I principi socratici

Di origine ateniese, Socrate disdegnava il perseguimento della ricchezza materiale e incoraggiava gli individui nella ricerca della perfezione interiore. Credeva fermamente nell’amicizia e nella comunità autentica, quali fattori di coesione sociale. Insieme a Platone e Aristotele fu una delle figure più influenti della filosofia greca, sebbene non abbia fondato una scuola e lasciato degli scritti. Durante il servizio militare, Socrate si distinse brillantemente nella guerra del Peloponneso.

Il metodo socratico consiste nel mettere in discussione i principi dati per certi. I politici del tempo non lo amavano in quanto faceva notare le debolezze del governo e sfidava il sapere di coloro che si definivano saggi.

I numerosi nemici di Socrate lo accusarono di empietà e di corrompere, con la sua dottrina, i giovani. Fu condannato a morte e, nonostante avesse avuto la possibilità di fuggire all’estero, accettò la morte per avvelenamento pur di non tradire i suoi principi.

Il profilo

1.       Nacque ad Atene intorno al 469 aC.
2.     Morì nel 399 aC, condannato a bere un bicchiere di cicuta.
3.     Fondò la scuola socratica ma senza discepoli ufficiali.
4.     Si interessò di etica ed epistemologia (indagine sul sapere umano).
5.     Fu influenzato da Anassagora, Diotima, Parmenide e Prodico.
6.     A sua volta influenzò il pensiero di Platone, quello di Aristotele e tutta la filosofia occidentale.

Autodifesa
Dal punto di vista politico, morale ed intellettuale, Socrate non era in linea con la maggior parte dei suoi concittadini. Durante il processo, adottò l’”elenchos” (confutazione) per mettere in discussione il valore morale dei suoi giudici.
Scritto da Andromeda

lunedì 14 gennaio 2013

ATAHUALPA


Francisco Pizarro affrontò 6 milioni di persone dell’Impero di Atahualpa con meno di 200 uomini e qualche cavallo. Nonostante l’enorme sproporzione numerica, la superiorità delle armi spagnole ebbe la meglio: fu la fine dell’Impero Inca.

1.       Francisco Pizarro, illegittimo e abbandonato alla nascita intorno al 1471, era legato a Hernan Cortes, il conquistador spagnolo del Messico.
2.     L’imperatore inca Huayna Capac morì probabilmente di vaiolo, una malattia europea.
3.     Gli spagnoli anelavano all’oro ma per gli Incas, che non usavano moneta, era per lo più un materiale decorativo.


L’ultimo imperatore

Atahualpa (1502-1533 ca.) fu l’ultimo sovrano dell’Impero Inca. Quando il padre Huayna Capac, e il fratello maggiore morirono improvvisamente nel 1527, il fratellastro Huascar ereditò gran parte del dominio peruviano. Atahualpa ricevette Quito (l’odierna capitale dell’Ecuador) a nord e comandò la maggior parte dell’esercito del padre. Con la guerra civile, Atahualpa conquistò l’intero regno.
Nel 1532 Atahualpa, accompagnato da alcuni soldati disarmati, incontrò l’astuto Pizarro a Catajamarca. Il cappellano di Pizarro gli diede il benvenuto e tramite un interprete gli disse che doveva convertirsi al Cristianesimo e sottomettersi a Carlo V di Spagna. L’orgoglioso rifiuto di Atahualpa scatenò un feroce massacro: le sue guardie e i suoi portantini furono uccisi e Atahualpa divenne prigioniero di Pizarro.
Tale sconfitta inaspettata fu dovuta senza dubbio all’irremovibile fiducia che Atahualpa aveva posto nel fondamento divino del suo potere. Nei mesi successivi ordinò la consegna di ingenti quantità di oro agli Spagnoli, ma nessun riscatto gli assicurò la libertà.

La condanna a morte

Gli Incas obbedirono agli ordini di Atahualpa (in realtà di Pizarro) durante la sua prigionia. Dichiarato colpevole della morte del fratellastro, Atahualpa fu condannato al rogo, una fine orribile per un Inca che credeva che la distruzione del corpo avrebbe negato all’anima la vita eterna. Se Atahualpa si fosse convertito, Pizarro avrebbe mutato la condanna. Battezzato Juan Santos Atahualpa, fu giustiziato con la garrota.

Scritto da Andromeda

SERSE DI PERSIA


Serse I (519-465 aC) era figlio di Dario I, e regnò durante la Seconda Guerra Persiana. Serse viene ricordato per le sconfitte che gli furono inflitte dall’esercito greco a Salamina, Platea e Micale.

1.       Lo storico greco Erodoto riferisce che Serse, infuriato perché il mare in tempesta gli impedì di invadere la Grecia, lo punì con 300 frustate.
2.     La sconfitta di Serse contro i Greci segnò il declino della sua dinastia e accrebbe il prestigio delle città-stato greche.
3.     Dopo che fu ucciso dal capitano della sua guardia, gli succedette il figlio Artaserse.

Una vendetta mancata

Serse era governatore di Babilonia e dovette reprimere le rivolte in Egitto prima di salire al trono di Persia nel 486 aC. Il suo scopo era di vendicare la sconfitta subita dal padre Dario I dai Greci nella battaglia di Maratona (490 aC) e spese i primi tre anni di governo raccogliendo navi e truppe. Mentre la flotta navigava verso l’Attica, l’esercito attraversò l’Ellesponto su un ponte di navi, penetrando in territorio greco. Leonida, re di Sparta, lo aspettava al passo delle Termopili, valico obbligato, con 10.000 uomini. Ma con l’aiuto di un traditore, che li guidò attraverso un sentiero di montagna, i Persiani riuscirono a invadere e saccheggiare Atene.
Dopo la caduta di Atene, i comandanti greci volevano ritirarsi a sud. Temistocle, comandante della flotta ateniese, indusse però Serse ad affrontarlo nella baia di Salamina, uno stretto braccio di mare dove la superiorità numerica della flotta persiana era inutile. La sconfitta fu schiacciante. Serse tornò in Asia lasciando il comando al generale Mardonio. Nel 479 aC Mardonio venne ucciso nella battaglia di Platea mentre l’esercito persiano veniva sconfitto nella battaglia di Micale.

Una debole difesa

Dopo la battaglia di Platea, gli scontri navali continuarono. I Persiani collezionarono una serie di sconfitte, finché furono definitivamente cacciati. Serse non prese parte a queste battaglie e si ritirò a Susa, dove fu assassinato nel 465 aC, forse su ordine del figlio, che aspirava al trono.
Leonida, re di Sparta (540-480 aC ca), sconfisse Serse e i Persiani.

Scritto da Andromeda

CLEOPATRA


La sua vita e la sua storia l’hanno resa una leggenda; la famosa regina d’Egitto fu una figura carismatica, mossa dal forte desiderio di preservare il suo impero.

1.       Cleopatra VII (69-30aC), ultimo membro della dinastia dei Tolomei, fu l’ultima regina d’Egitto.
2.     Lo storico Plutarco scrisse che incantava per le sue parole più che per la sua bellezza.
3.     La sua relazione con Marco Antonio, triumviro romano, provocò la guerra tra Egitto e Roma.
4.     Dopo la sconfitta, si suicidarono entrambi. Lei morì facendosi mordere da un aspide.

L’ultima regina

Eletta regina d’Egitto nel 51 aC, Cleopatra successe al padre Tolomeo XII Aulete. Regnò insieme al fratello Tolomeo XIII, quando aveva soli 12 anni, che divenne suo marito secondo la tradizione egizia.
Dotta e intelligente, Cleopatra si guadagnò la fiducia del suo popolo grazie ai sacerdoti e all’osservanza della religione. Più tardi, il fratello Tolomeo tentò di deporre Cleopatra e di costringerla a lasciare Alessandria. In questi anni la dinastia godeva dell’appoggio romano: Giulio Cesare giunse per porre rimedio alla situazione politica confusa.
Divenuta amante di Cesare, Cleopatra ebbe in pugno l’uomo più potente dell’Impero Romano. Cesare combatté contro le forze di Tolomeo e organizzò il ritorno di Cleopatra sul trono. La relazione tra Cesare e Cleopatra, dalla quale nacque un figlio, Cesarione, durò fino alla morte di Cesare per assassinio nel 44aC.poi Cleopatra si legò a Marco Antonio, il quale ripudiò la moglie romana e offrì, a Cleopatra e ai suoi figli, alcuni possedimenti dell’Impero. Roma, guidata da Ottaviano, dichiarò guerra all’Egitto e lo sconfisse nella celebre battaglia di Azio.

I Tolomei

1.       Il capostipite fu greco, uno dei generali di Alessandro Magno.
2.     Tutti adottarono usi e costumi egizi.
3.     Si sposavano tra loro per mantenere il potere.
4.     Tolomeo XV Cesarione fu ucciso dopo la morte della madre Cleopatra.

Regina e Icona

Considerata una grande regina e guida divina del popolo egizio, dopo due millenni Cleopatra è ancora considerata una personalità affascinante. Pittori e artisti l’hanno rappresentata nelle loro opere, Shakespeare l’ha resa immortale e il film Cleopatra del 1963 con Elizabeth Taylor e Richard Burton le ha reso grande omaggio.

Scritto da Andromeda

HATSHEPSUT


Prima donna ad avere un forte potere, Hatshcepsut governò l’Antico Egitto in un periodo di prosperità. Volendo essere rappresentata come un re, è spesso raffigurata con la tradizionale barba finta. 

1.       Hatscepsut governò per 22 anni, dal 1504 al 1482 aC circa.
2.     Dapprima reggente al trono del figliastro, riuscì a prendere il controllo del potere.
3.     Il suo tempio funerario nei pressi dell’antica  Tebe era detto “la meraviglia delle meraviglie”.
4.     Obesa, diabetica e malata di cancro, la regina Hatshcepsut morì a 50 anni.

La donna re

In un’epoca di intrighi politici, Hatscepsut riuscì a dimostrare che il padre, Thutmoset, l’aveva nominata sua discendente. Dopo la morte del marito, suo fratellastro, salì al trono il figlio di lui Thutmose II, con Hatscepsut reggente.
La conquista del potere fu graduale. Hatscepsut iniziò compiendo azioni permesse solo ai faraoni, come fare offerte agli dei e costruire obelischi. Si proclamava discendente del dio Amon. Nei dipinti e nelle sculture era rappresentata con fattezze maschili.
Hatscepsut portò pace e prosperità all’Egitto, costruendo monumenti, incoraggiando le esplorazioni e ristabilendo l’influenza egizia nei paesi stranieri. Dopo la sua morte, il successore Thutmose III cercò di cancellarne la memoria, probabilmente per negare l’interruzione della discendenza faraonica maschile. Il suo nome fu cancellato dai muri dei templi e le sue statue abbattute. La collocazione della sua mummia restò un mistero per oltre 3500 anni.

Un grande enigma

1.       Nel 1902 fu trovata la tomba di Hatscepsut, ma si scoprì che il sarcofago era vuoto.
2.     La mummia della sua balia, rimasta a lungo senza identità, giaceva nella tomba sottostante.
3.     Cento anni dopo, le due mummie furono sottoposte a TAC presso il Museo del Cairo.
4.     Un dente trovato con gli organi di Hatscepsut apparteneva al corpo della balia.
5.     I due corpi erano stati confusi: quello della balia era in realtà di Hatscepsut.

Il corpo mummificato di Hatscepsut rivelò i suoi segreti quando fu sottoposto ad autopsia nel 2007.

Scritto da Andromeda