Visualizzazione post con etichetta esercito. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta esercito. Mostra tutti i post

martedì 22 gennaio 2013

ANNIBALE


Grande condottiero cartaginese, Annibale combatté contro il potente Impero Romano. Per arrivare in Italia varcò le Alpi con un esercito e 37 elefanti.

1.       Nato a Cartagine nel 248 aC, Annibale divenne ufficiale dell’esercito a vent’anni.
2.     Annibale invase l’Italia nel 218 aC con un esercito di 38.000 fanti e 8000 cavalieri.
3.     In suo onore, Cartagine coniò monete con l’effige di Annibale e di un elefante.
4.     Definitivamente sconfitto dai Romani nel 183 aC, Annibale si suicidò per evitare la cattura.

Un guerriero risoluto

Votato fin dalla nascita a lottare contro Roma, Annibale, figlio del generale e statista Amilcare, si arruolò ben presto tra le fila dell’esercito cartaginese e all’età di 26 anni venne proclamato comandante.
La guerra tra Cartagine e l’Impero Romano scoppiò nel 218 aC. Annibale intraprese una marcia imponente contro Roma: le sue truppe attraversarono la Spagna, valicarono i Pirenei e le Alpi, affrontando terre e tribù ostili. Gran parte degli elefanti non sopravvisse  a 15 giorni di marcia attraverso le Alpi ma Annibale proseguì nel suo intento e inflisse pesanti sconfitte ai Romani. Vinse i nemici al Lago Trasimeno, e nella famosa battaglia di Canne distrusse un’intera armata di 80.000 uomini. Le sue truppe si stanziarono in Italia per oltre dieci anni senza mai perdere una battaglia decisiva.
Quando Roma attaccò Cartagine nel 203 aC, Annibale fu richiamato in Africa per difendere la sua città natale. Fu sconfitto nella battaglia di Zama e Roma vinse così la guerra. Annibale fu costretto all’esilio e si mise al servizio di re dell’Asia Minore e del Vicino Oriente. Nel 183 aC si avvelenò per non cadere prigioniero dei Romani.

Un Antico Impero

L’Impero Cartaginese fu uno dei più potenti dell’antichità e il principale nemico di Roma. La capitale era Cartagine (l’attuale Tunisi) e i confini dell’Impero si estendevano lungo le coste del Nord Africa e in Spagna. Nel III e II secolo aC, Cartagine si scontrò con Roma nelle tre celebri Guerre Puniche. I Cartaginesi furono definitivamente sconfitti nel 146 aC, quando un’armata romana distrusse completamente Cartagine e ridusse la popolazione in schiavitù.
Al suo posto fu costruita una città romana.

Scritto da Andromeda

lunedì 14 gennaio 2013

SERSE DI PERSIA


Serse I (519-465 aC) era figlio di Dario I, e regnò durante la Seconda Guerra Persiana. Serse viene ricordato per le sconfitte che gli furono inflitte dall’esercito greco a Salamina, Platea e Micale.

1.       Lo storico greco Erodoto riferisce che Serse, infuriato perché il mare in tempesta gli impedì di invadere la Grecia, lo punì con 300 frustate.
2.     La sconfitta di Serse contro i Greci segnò il declino della sua dinastia e accrebbe il prestigio delle città-stato greche.
3.     Dopo che fu ucciso dal capitano della sua guardia, gli succedette il figlio Artaserse.

Una vendetta mancata

Serse era governatore di Babilonia e dovette reprimere le rivolte in Egitto prima di salire al trono di Persia nel 486 aC. Il suo scopo era di vendicare la sconfitta subita dal padre Dario I dai Greci nella battaglia di Maratona (490 aC) e spese i primi tre anni di governo raccogliendo navi e truppe. Mentre la flotta navigava verso l’Attica, l’esercito attraversò l’Ellesponto su un ponte di navi, penetrando in territorio greco. Leonida, re di Sparta, lo aspettava al passo delle Termopili, valico obbligato, con 10.000 uomini. Ma con l’aiuto di un traditore, che li guidò attraverso un sentiero di montagna, i Persiani riuscirono a invadere e saccheggiare Atene.
Dopo la caduta di Atene, i comandanti greci volevano ritirarsi a sud. Temistocle, comandante della flotta ateniese, indusse però Serse ad affrontarlo nella baia di Salamina, uno stretto braccio di mare dove la superiorità numerica della flotta persiana era inutile. La sconfitta fu schiacciante. Serse tornò in Asia lasciando il comando al generale Mardonio. Nel 479 aC Mardonio venne ucciso nella battaglia di Platea mentre l’esercito persiano veniva sconfitto nella battaglia di Micale.

Una debole difesa

Dopo la battaglia di Platea, gli scontri navali continuarono. I Persiani collezionarono una serie di sconfitte, finché furono definitivamente cacciati. Serse non prese parte a queste battaglie e si ritirò a Susa, dove fu assassinato nel 465 aC, forse su ordine del figlio, che aspirava al trono.
Leonida, re di Sparta (540-480 aC ca), sconfisse Serse e i Persiani.

Scritto da Andromeda