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martedì 17 aprile 2018

Mantide religiosa


Dal greco mantis, “indovino”
L’energia femminile



Posta tra le divinità africane, la mantide religiosa, secondo una leggenda in voga tra i Boscimani e gli Ottentotti, ha creato la luna con una vecchia scarpa. Essa procede dunque dalla polarità yin femminile grazie alla sua associazione con la luna.
J. Mathieu-Rosay spiega che il suo nome è stato dato “dai naturalisti a questo insetto in virtù del modo in cui si regge sulle zampe di dietro mentre unisce quelle davanti come una profetessa in estasi o una religiosa in preghiera.”
Divorando il maschio dopo l’accoppiamento, la mantide religiosa è simbolo, sul piano psicologico, dell’amore castrante e cannibale, ricordo dell’organizzazione pulsionare orale.

venerdì 11 gennaio 2013

Cappello


Dal latino cappellus
La concentrazione dell’energia spirituale
Proteggendo la testa, e riproducendo la volta celeste, il cappello, secondo le diverse tradizioni, deve essere tolto o, al contrario, tenuto sulla testa nei luoghi sacri, per permettere la penetrazione dell’energia spirituale o come segno distintivo dell’appartenenza religiosa. A eccezione del dio scandinavo Odino, che, quando viene rappresentato come un viandante, porta un cappello a larghe tese o di Ermes, dio greco che calza un copricapo alato, le divinità sono spesso rappresentate a testa scoperta, traduzione visiva del loro irraggiamento spirituale che non può essere contenuto e che si riversa generosamente sul mondo. Talune divinità portano un casco, simbolo di protezione o di potere magico, ma la maggioranza ha in capo una corona, segno della loro sovranità assoluta. Nella lettura psicoanalitica, il cappello riveste un significato sessuale, specialmente nei sogni. Dato che ricopre la testa, è paragonato al preservativo e fa allusione al desiderio di non riprodursi.